UN MONDO ALL’ALTEZZA DEI SOGNI

Il progetto migliore, per me, sarebbe quello di non creare progetti. Mi spiego: un progetto “per bambini disabili” potrebbe essere rivolto esclusivamente a loro e, a rigor di ragione, ci dovrebbe essere pure un progetto “per normodotati”, che sicuramente non si chiamerà così, ma creare una categoria di persone, quali, ad esempio, “i bambini disabili”, implica per forza l’esistenza di un’altra categoria, in questo caso “i normodotati”. Tutti capirebbero, a questo punto, che non si tratta di integrazione, ma di netta esclusione e classificazione di individui. Dunque, la soluzione migliore non è quella di ingegnarsi per creare progetti, ma ci si dovrebbe impegnare per migliorare e ampliare attività già esistenti, perché, sebbene siamo d’accordo sul fatto che non ci debbano in alcun modo essere differenziazioni, concordiamo anche sul fatto che, purtroppo, la cultura della disabilita proprio non esiste. E allora se decidiamo di creare uno spazio apposito per i bimbi, nei quali questi ultimi possano divertirsi, andando sulle giostre e stando in compagnia di altre persone, perché non introduciamo in questo parco giochi anche delle giostre per bimbi con disabilità? O meglio, giostre accessibili a tutti, abbattendo le barriere, numerosissime nelle nostre città?
Bisogna pensare a progetti di inclusione, non di emarginazione e per fare ciò bisogna includere tutti i bambini, creare progetti per tutti coloro che possono usufruirne, senza privare nessuno della possibilità di divertirsi. In questo modo, fin da piccoli i bambini saranno abituati a non fare differenze e a contribuire all’inclusione di tutti i ragazzi, perché è proprio dai bambini che si inizia, per costruire un futuro migliore per tutti, all’altezza dei sogni di chi lo abita.
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