Supercalifragili

Molti i principi su cui i contenuti de Il Cielo di Sara intendono ancorare il proprio processo di sostegno alle difficoltà: un primo principio può essere quello della globalità, bisognerebbe far sì che la bambina o il bambino non si soffermi su di una parte senza avere collegamento e significati nel contesto , nelle relazioni, nelle situazioni. Spesso ci si sofferma sul particolare troppo a lungo e si fa perdere il senso della circostanza.

•    Altro principio è quello della “significazione”, assolutamente bisogna non far fare attività, esercizi senza scopo o fini a se stessi. Nella lettura e scrittura il tener conto della globalita’ ed il puntare permanentemente sulle situazioni, sui significati, ha come conseguenza didattica quella di non insegnare le singole lettere ma le parole, le piccole frasi.

•    Principio dell’Informazione: Il bambino o la bambina deve essere sempre informata chiaramente (anche anticipando in qualche modo e con ausili tipo le foto) di cosa dovrà fare e cosa sta facendo e perché.

•    Principio del Sa Fare: è fondamentale incentivare la parte positiva, le competenze che il bambino/a possiede per poi partire da questa per avviare nuovi apprendimenti.

•    Principio della multi accessibilità: nell’insegnamento della lettura e scrittura, le nostre ricerche, ci hanno dimostrato che alcuni bambini sono favoriti nell’iniziare dalla lettura ed altri dalla scrittura, è bene quindi iniziare dalle abilità che la bambina o il bambino manifesta.

•    Altro principio: le occasioni, quando si organizzano attività bisogna tener conto che queste possono far scaturire opportunità non previste e a volte queste possono risultare più pregnanti, più significative di quanto avevamo progettato, bisogna essere pronti ad utilizzare tali occasioni, pronti a cambiare pur rimanendo nel progetto, negli obiettivi generali.

•    Principio della multimedialità nel comunicare alla bambina o al bambino i contenuti: la parola, la scrittura, le immagini,…, a volte non sono sufficienti se separate, pertanto un messaggio multimediale integra i linguaggi; le parole sono sostenute da immagini , le immagini sostengono le parole, i suoni le immagini.

•    Principio non solo della memoria logica: bisogna tener conto che vi è anche la memoria affettiva, emozionale, quella memoria che presantificata alla mente immagini, situazioni, circostanze, odori, suoni, sapori,…, e che odori riportano alla memoria immagini, situazioni, parole; che parole riportano alla memoria odori, contesti,… La memoria evocativa attraverso le emozioni può essere un supporto per lo sviluppo cognitivo.

•    Principio del fare: itinerari didattici agiti: il toccare, il muoversi, l’andare, il guardare, il fare, l’incollare, il ritagliare, il lanciare, colpire, prendere, scappare,…, sono azioni che vanno incluse nel piano educativo e divengono leggere, scrivere, ricordare, perché si è agito, ci si è mossi.

•    Principio dell’originale stile cognitivo: alcuni ragazzi ricordano, sono attenti, se stanno fermi, il mattino più che il pomeriggio, in silenzio,…; altri sono molto attenti ed hanno più disponibilità a memorizzare se sono in azione, in movimento, se chiacchierano, se ascoltano musica, il pomeriggio più che al mattino,…; altri…; ciascuno ha modalità tipiche per apprendere.

•    Principio dell’apprendimento dei processi: apprendere i processi significa individuare le strutture, acquisire competenze profonde per poterle trasferire nei diversi ambiti della conoscenza.

•    Principio del piacere e dell’emozione di conoscere: i contesti di apprendimento devono determinare condizioni di benessere. Il piacere e il desiderio di conoscere non sono assenza di fatica, ma l’emozione di conoscere è l’appagamento del desiderar conoscere.

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