Scuola Inclusiva

La scuola inclusiva è una scuola dove essere se stessi, è la scuola dove si lavora per creare opportunità di approfondimento, è la scuola dove si mette il bambino al centro, a partire dalla sua abilità e dal suo saper fare. Questa scuola è un laboratorio interattivo, un sistema innovativo di creazioni che vuole mettere al centro il bambino e le sue esigenze, la libera creatività ed espressione di se, il bilinguismo, la circolazione di idee e progetti in ambienti aperti, accoglienti. Nuovi modi di insegnare, di imparare e di vivere gli spazi scolastici. Ovviamente non è il futuro dell’istruzione, è il presente, è la realtà che risponde alle continue innovazioni, è l’aria che nel mondo del lavoro si respira da tempo. C’è voglia di costruire un ambiente unico nel suo genere per atteggiamento educativo e concezione degli spazi che accoglie bambini da 1 a 6 anni, in uno spazio colorato, aperto e luminoso. Senza pareti, senza muri fisici e mentali: ai bambini è richiesto di occupare liberamente spazi in un clima di creatività, indipendenza e al tempo stesso partecipazione. All’interno del suo progetto di scuola un modello concettuale che concepisce il funzionamento e la disabilità in relazione con l’ambiente di vita della persona interessata. Non vi sono insegnanti di sostegno ma solo insegnanti A sostegno. A sostegno della crescita emozionale di ciascuno. A sostegno di un destino che ha deciso di seminare ostacoli lungo il percorso di una vita. A sostegno di quei bambini che non possono andare a scuola perché le istituzioni non sanno accoglierli. Nessuno è disabile alla felicità. La scuola è dove si impara a vivere a combattere a confrontarsi fin da piccoli con persone nuove. La scuola deve, prima di tutto, essere capace di trasmettere saperi. Il valore che offre la nostra scuola è di preparare i bambini ad affrontare nuove sfide per il futuro. Vogliamo dare ad ogni individuo l’opportunità. L’opportunità di confrontarsi con gli altri, l’opportunità di imparare giocando, l’opportunità di dare libera creatività ed espressione di sé. La nostra scuola è tutto questo. Chi non ha mai sognato una scuola senza orari rigidi e aule cupe? Si ha l’intenzione di creare laboratori, area di ritrovo, zone per progetti e lavori collettivi, sale relax ed anche lettura. Una scuola Alternativa si, ma soprattutto una scuola che accolga tutti, e per tutti si intende normodotati e disabili, perché si ha voglia di diffondere un progetto A sostegno di quei bambini che hanno davvero necessità e voglia di integrarsi. Una sfida per una scuola che intenda essere tale. L’alunno disabile non deve solo essere inserito in una scuola, si ha voglia di impegnarsi ad identificarne le possibilità, gli interessi, le potenzialità ed i punti di debolezza per facilitarne la piena integrazione nel gruppo. Integrare non significa livellare, cancellare le differenze individuali, ma valorizzare gli alunni, assegnare a ciascuno ruoli diversi e complementari, cercare di aumentare l’autostima di ogni singolo bambino e cercare di tirar fuori le capacità scolastiche e relazionali. La disabilità non sempre è inabilità, molte volte significa semplicemente adattabilità. L’ideale sarebbe un ambiente cooperativo tra gli studenti, in cui le prestazioni del singolo vengano valutate in relazione ai precedenti risultati e non confrontate con standard esterni o con prestazioni dei più bravi. Dimostrare stima ai bambini e avere fiducia nelle loro capacità di crescita è, senza dubbio, utile a creare un clima sereno e positivo, in cui ogni alunno può sperimentare ed apprendere anche dai propri errori. I genitori devono, inoltre, poter avere fiducia negli operatori che lavoreranno con il loro bambino. Perché questo avvenga, è necessario che gli insegnanti coinvolgano la famiglia facendole assumere un ruolo propositivo e attivo. L’accoglienza vera, autentica, sostanziale è quella che si estrinseca nell’ impegno di promozione dello sviluppo, della formazione, dell’educazione e dell’istruzione degli alunni.

“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi “P. C.

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