Questo lo avete fatto Voi

Attraverso tali attività che impegneranno i bambini 2 giorni a settimana si permetterà il gioco libero, gioco inteso come espressione del vero momento di integrazione. Il laboratorio Ludico creativo è polisemico, nel nome e nel cognome. Intendiamo creativo nel senso che nel laboratorio i bambini svolgono attività espressive, ludiche, animative, attraverso le quali essi possono rappresentarsi in forme nuove, ri-creandosi, reinventandosi, giocando nuove e impreviste identità. Creativo anche nel senso che, svolgendo attività di gruppo, essi , sviluppano nuove e personali relazioni con i coetanei, con l’altro sesso, e con gli adulti: in questo modo si misurano, si mettono alla prova, conoscono l’effetto che fa (l’emozione che si prova) nello stare insieme che li aiutano a crescere. Il  laboratorio creativo promuove nei ragazzi la costruzione di un’identità sociale. Proponendo di creare un gioco insieme, aiuta i ragazzi a percepirsi come gruppo, come qualcosa di più della somma delle parti come il risultato di un processo di integrazione durante il quale ciascuno prende dentro di sé parti emotive dei coetanei e dona parti di sé ai compagni. Ciascuno, grazie al gioco di gruppo condiviso nel laboratorio, può avere così una chance in più per sviluppare dentro di sé un’identità sociale, un’identità plurale , frutto prezioso dell’incontro con le parti di sé che l’altro rappresenta. L’identità, potremmo sintetizzare, è un apprendimento sociale che porta a definire un sentimento di appartenenza, un Noi intrecciato ad un Io: è infatti il risultato di una relazione continua tra sé e l’altro; è una costruzione individuale che avviene in un gioco di aspettative reciproche dentro un gruppo. Moltiplicando le possibilità relazionali tra coetanei il laboratorio creativo favorisce la crescita del senso d’identità sociale, provando a rimuovere barriere e blocchi, diffidenze nei confronti dell’altro, lo sconosciuto. Infatti i bambini del nostro tempo hanno sempre meno occasioni di confrontarsi, competere e cooperare, con i coetanei. A loro è dunque particolarmente indicata un’occasione di incontro capace di diventare una palestra relazionale nella quale è possibile incontrare, a volte per la prima volta, qualcuno che non appartiene all’universo conosciuto. Incontrare il diverso non significa solo conoscere da vicino un ragazzo che parla un’altra lingua. Nella nostra società policentrica, percorsa da una molteplicità di modelli di riferimento, ogni famiglia è etnocentrica, e riconoscere nel proprio vicino uguaglianze e diversità è una strada che porta spesso ad un limite. Si tratta di una frontiera davanti alla quale i bambini si fermano: coloro che stanno al di qua vengono classificati come uguali, coloro che stanno al di là sono considerati estranei. Nella palestra delle relazioni gruppi di ragazzi si contrappongono; impediscono l’accesso ad altri; tendono ad espellere coloro che non sono “uguali”: maschi contro femmine, grandi contro piccoli, veterani contro nuovi arrivati. Il laboratorio propone di creare una terra di mezzo, nella quale questi recinti possano aprirsi, in cui si possa imparare a scontrarsi senza ferirsi, a uscire dai conflitti senza rancore, a provare il piacere della costruzione comune, a darsi regole condivise per giocare meglio.  Il laboratorio creativo aiuta il gruppo a costruirsi una propria pelle relazionale consentendo, attraverso l’attività ludica, lo sviluppo di esperienze emotive dentro la cornice del laboratorio. Per i ragazzi costruire la propria identità passa attraverso l’accettazione della regola, del limite. Per essere o diventare qualcosa essi devono iniziare a popolare il proprio territorio interno di belle e buone cose, devono iniziare a costruire qualcosa dentro di sé. Così il laboratorio creativo è istituito come un set

  1. Spaziale: è un luogo di incontro definito e riconoscibile come proprio. Potremo dire che è il muretto nel quale i ragazzi si ritrovano, come luogo di elezione e di appartenenza;
  2. Temporale: ha un suo ritmo, ad esempio una cadenza bi-settimanale, un orario in cui esiste (apertura) e uno in cui non è possibile trovare nessuno (chiusura).

Il laboratorio vive dunque in un luogo fisico, ma è un luogo di relazioni: esso vuole rappresentare la creazione di un luogo interno, nel quale gli adolescenti sono invitati a entrare per costruire la propria avventura insieme.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Post a comment