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Progetto “Orientamento e Mobilità”

La possibilità di muoversi in modo indipendente è ciò che rende l’individuo libero di organizzare la propria quotidianità domestica e lavorativa. In presenza di deficit visivo spostarsi senza l’aiuto di una persona vedente può rappresentare una seria difficoltà. In effetti uno dei fabbisogni individuati è quello di organizzare i propri spostamenti in modo autonomo, consapevole e competente utilizzando strategie sicure e permettendo alla persona con severe difficoltà visive di diventare padrona delle proprie decisioni e delle proprie scelte e di progettare la propria vita senza necessariamente dover chiedere l’aiuto di terzi.

Il progetto Orientamento e Mobilità è una proposta educativa e riabilitativa che si propone di fornire indicazioni tecniche, grazie alle quali la persona non vedente o ipovedente può acquisire sicurezza e indipendenza disponendosi così ad affrontare con competenza situazioni ed ambienti sia noti che sconosciuti.

Essere autonomi significa sviluppare tutte quelle attività che sono necessarie allo svolgimento della vita quotidiana, senza dover attendere l’aiuto degli altri, cioè saper rispondere in modo adeguato al contesto sociale (famiglia, scuola, amici). Un campo di apprendimento molto ampio che comprende: il sapersi vestire – svestire, il mangiare in modo corretto, il muoversi nello spazio, il saper prendere e riporre i materiali e gli strumenti necessari allo studio, il sapersi lavare, avere interessi ecc. Ma essere autonomi non è semplice. La lotta per la conquista dell’autonomia può essere molto più difficile per una persona con disabilità visiva perché noi siamo in un mondo fatto a misura di vedente, ricco di informazioni visive a cui il minorato non ha accesso. Se l’handicap è visivo un altro grande ostacolo per l’autonomia è rappresentato dalla paura e dalla frustrazione generate dalla stessa minorazione che spinge il disabile a dipendere dalle persone che sono attorno a lui. In questo processo formativo ed educativo per la conquista dell’autonomia la famiglia gioca un ruolo importante e determinante. Ma è possibile ricadere in situazioni di iper-protezione o di Pietismo. L’iper-protezione dei genitori è una reazione sicuramente istintiva in cui essi educano di porre il bambino in situazioni di disagio negandogli determinate esperienze anche motorie giudicate pericolose.

Il pietismo porta i genitori a sostituirsi al proprio figlio, del tutto o in parte, giudicandolo non in grado di compiere una determinata funzione o azione a causa della sua disabilità.

A seconda della situazione possono essere presenti tutti e due oppure singolarmente. È bene però tener presente come da essi (anche se adottati in buona fede) sia breve il passo alla situazione di dipendenza.

Se i genitori non permettono al bambino di svolgere tutte quelle azioni che gli sono richieste quotidianamente e gli impediscono di fare quelle esperienze fin da piccolo, viene pregiudicata la formazione di quel bagaglio di prerequisiti che sono fondamentali per affrontare il futuro in modo completamente autonomo. Scriveva Maria Montessori, “la conquista dell’indipendenza è un percorso vitale per l’individuo: inizia dalla nascita ed è segnata da separazioni, da scelte, da abilità a poco a poco conquistate grazie ad adulti che sanno presentare senza agire al posto del bambino, che lo mettono in grado di capire come si fa, senza negargli il diritto di sbagliare, ma di provare e provare ancora”.

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