MUSICOTERAPIA CREATIVA

Il Cielo di S.A.R.A. parte con il laboratorio di Musicoterapia Creativa. Tale laboratorio è polisemico nel nome stesso: si intende creativo nel senso che nel laboratorio i bambini svolgono attività espressive, ludiche, animative, avendo come sottofondo la musica e attraverso le quali essi possono rappresentarsi in forme nuove, ri-creandosi, reinventandosi, giocando nuove e impreviste identità. Creativo anche nel senso che, svolgendo attività di gruppo, essi, sviluppano nuove e personali relazioni con i coetanei, con l’altro sesso, e con gli adulti: in questo modo si misurano, si mettono alla prova, conoscono l’effetto che fa (l’emozione che si prova) nello stare insieme che li aiutano a crescere. Il laboratorio creativo promuove nei ragazzi la costruzione di un’identità sociale. Proponendo di creare un gioco insieme, aiuta i ragazzi a percepirsi come gruppo, come qualcosa di più della somma delle parti come il risultato di un processo di integrazione durante il quale ciascuno prende dentro di sé parti emotive dei coetanei e dona parte di sé ai compagni. Ciascuno, grazie al gioco di gruppo condiviso nel laboratorio, può avere così una chance in più per sviluppare dentro di sé un’identità sociale, un’identità plurale, frutto prezioso dell’incontro con le parti di sé che l’altro rappresenta. L’identità è un apprendimento sociale che porta a definire un sentimento di appartenenza, un Noi intrecciato ad un Io: è infatti il risultato di una relazione continua tra sé e l’altro; è una costruzione individuale che avviene in un gioco di aspettative reciproche dentro un gruppo. Moltiplicando le possibilità relazionali tra coetanei il laboratorio creativo favorisce la crescita del senso d’identità sociale, provando a rimuovere barriere e blocchi, diffidenza nei confronti dell’altro, lo sconosciuto. Infatti i bambini del nostro tempo hanno sempre meno occasioni di confrontarsi, competere e cooperare, con i coetanei. Nella palestra delle relazioni, gruppi di ragazzi, si contrappongono; impediscono l’accesso ad altri; tendono ad espellere coloro che non sono “uguali”: maschi contro femmine, grandi contro piccoli, veterani contro nuovi arrivati. Il laboratorio propone di creare una terra di mezzo, nella quale questi recinti possano aprirsi, in cui si possa imparare a scontrarsi senza ferirsi, a uscire dai conflitti senza rancore, a provare il piacere della costruzione comune, a darsi regole condivise per giocare meglio. Così il laboratorio creativo è istituito come un set spaziale – è un luogo di incontro definito e riconoscibile come proprio e temporale (ha un suo ritmo, un suo orario): nonostante ciò esso vuole rappresentare la creazione di un luogo interno, nel quale i ragazzi sono invitati ad entrare per costruire la propria avventura insieme. Esistono esperienze e sensazioni che nessun insegnante, terapista possono dare; questo vale in ogni caso sia per i normodotati che per i bambini con deficit di apprendimento e di comunicazione. Attraverso la sua teoria di interazione, con la quale afferma che lo sviluppo nasce dall’interazione tra individui e ambiente, Il Cielo di Sara vuole inaugurare un nuovo modo di guardare all’apprendimento come frutto dell’interazione sociale, cioè nello scambio tra una persona meno competente ed una maggiormente esperta. L’importanza che il progetto affida alle relazioni sociali nello sviluppo cognitivo si realizza pienamente nel concetto di “zona di sviluppo potenziale” definita come quell’area di apprendimento che si viene a creare tra ciò che sappiamo fare singolarmente, in termini di conoscenza e abilità, e quello che siamo in grado di fare con l’aiuto di qualcuno. L’uomo è un animale sociale, che vive insieme ad altri con cui interagisce. Si introduce il concetto di “social- learning”: non è tanto importante ciò che si sa, quanto ciò che si può apprendere.

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