I Sogni son Desideri

In maniera esemplificativa e non esaustiva Il Cielo di Sara ha tra i suoi obiettivi la definizione di nuovi protocolli educativi che facciano dell’apprendimento emozionale uno dei possibili sviluppi della capacità di apprendimento dei bambini esercitando una funzione generale consultiva relativamente alle attività di programmazione didattica. L’Associazione  propone percorsi didattici e progettuali pluriennali di ricerca e di sviluppo didattico e metodologico oltre che pedagogico orientati ai formatori che a vario titolo possono interagire con bambini interessati da disabilità della sfera cognitiva e dell’apprendimento. Prendersi cura di un bimbo non significa per forza di cose sconfiggere la sua patologia nel tentativo disperato di ricondurlo verso una condizione di normalità, ma cercare di dare voce e di interpretare una sua eventuale sofferenza promuovendo attraverso l’uso terapeutico delle emozioni e del coinvolgimento sensoriale una maturità affettiva e psico-sociale. Scegliere quindi forme diverse ed alternative di comunicazione evitando la frustrazione derivante dalla mancanza del linguaggio inteso come forma di comunicazione classica e consueta. Un compito importante sarà quello di fare rete e di sviluppare competenze di bambini con disabilità anche attraverso percorsi di inclusione istituzionale. Un sistema di relazioni capace di partire dalle abilità e non di discriminare per le disabilità. E si deve pensare anche ad un percorso terapeutico per le famiglie: tutti i genitori si preoccupano del futuro dei propri figli, nelle varie fasi della loro vita, con la speranza che una volta divenuti adulti divengano autonomi ed a loro volta possano prendersene cura. I genitori di una persona con disabilità, invece, hanno la piena consapevolezza che dovranno prendersi cura del proprio figlio per tutta la vita. Tuttavia, quando si volge il pensiero al Dopo, l’impegnativo sforzo di attuare ogni opportunità di crescita ed integrazione si trasforma in angoscia. Quindi lo sforzo va profuso nella direzione di rendere i bambini quanto più possibile autonomi all’interno di un percorso di educazione e di apprendimento emozionale, abbandonando le criticità di un apprendimento asettico a beneficio di un sistema di inclusione e di partecipazione attiva del bambino con deficit. In questo modo si esalta la componente Umana e Personale e non solo i deficit in quanto l’educatore non deve essere colui che in maniera più o meno competente si sostituisce al diversamente abile.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Post a comment