Diversamente A…

Dalla definizione “diversamente abile” deriva uno dei significati più recenti del termine che va a identificare uno svantaggio posseduto da una persona con disabilità.
La parola “handicappato” è stata quindi sostituita dal termine “disabile” che è semplicemente una negazione di abile e indica una persona che non è abile, o meglio che manca di una determinata capacità fisica o mentale. Non è un termine generalista che indica la totale mancanza di abilità, ma è una definizione che evidenzia la presenza di un’invalidità. Le critiche che vengono fatte a questo termine è che si contrappone al concetto di normalità ed essendo difficile se non impossibile descrivere che cosa sia la normalità, di conseguenza decade anche il significato di disabile. Negli ultimi anni è andato diffondendosi il termine “diversamente abile”, o ancor peggio “diversabile”, come per evidenziare per la prima volta che la persona con disabilità non è totalmente incapace di fare qualsiasi cosa. Inizialmente sorge un dubbio: allora prima di questo termine si immaginava che una persona con un’invalidità fosse inabile in qualsiasi aspetto della vita? E veramente è sufficiente un neologismo per cambiare mentalità? I fatti non permettono di dare risposte affermative a entrambe le domande perché questo nuovo termine viene per lo più utilizzato dalle persone “normodotate” (ovvero persone senza disabilità) che sentono di essere più libere nella loro coscienza, ma che poi non sempre traducono questo pensiero in un riconoscimento reale delle abilità della persona invalida.

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