Disabilità a Scuola

Anche in tema di disabilità la scuola può fare molto. Basta mettere in pratica, senza alcun taglio sui diritti all’istruzione di ogni alunno, anche con disabilità, la legge italiana sull’inclusione scolastica, alla continuità del sostegno e alla necessità di una sempre migliore preparazione degli insegnanti e degli assistenti personali. Tutto ciò dovrebbe essere scontato, anche se non sempre lo è, purtroppo. Oltre al sostegno la disabilità dovrebbe essere al centro anche di progetti di educazione per tutti gli altri alunni della classe. La questione della disabilità deve poter rappresentare un’occasione didattica e pedagogica per costruire gli elementi di una cultura di rispetto attorno alla disabilità, un’educazione rivolta a tutti gli alunni. Su questo versante, l’iniziativa educativa è spesso lasciata all’eventuale volontà di alcuni docenti, ad alcune occasioni didattiche, ludiche, formative e alla spontaneità relazionale tra alunni. È tuttavia noto che iniziative sporadiche più o meno strutturate o di tipo spontaneistico non producono, nel lungo termine, gli impatti sperati. Tali modalità non costruiscono una cultura consolidata attorno alla disabilità, non permettono di comprenderne di comprenderne a fondo le problematiche, né producono comportamenti inclusivi di lungo periodo. Una volta separatesi le strade dal compagno con disabilità, gli alunni sembrano spesso dimenticare la questione, ritornare indifferenti, diventando così, come gli adulti, gli inconsapevoli riproduttori di un senso comune stigmatizzante. Educare alla disabilità deve essere parte di una pedagogia capace di fare i conti con la soggettività dell’altro e con le sue diversità. È un’educazione che dovrebbe mirare a produrre prolungati comportamenti e azioni da mettere in pratica nelle concrete relazioni, non un’effimera pedagogia dei buoni sentimenti, né di pietistiche e socialmente inoperanti solidarietà.

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