La formazione è il driver fondamentale che possa consentire una reale efficacia ed efficienza del progetto in un contesto caratterizzato da contenuti sensibili e da cambiamenti continui. La formazione consente all’Associazione di diffondere il piano strategico e di motivare i collaboratori a svolgere nel miglior modo possibile i loro compiti tenendo ben presente gli obiettivi da raggiungere. Il processo formativo può assumere un ruolo fondamentale per:

  • Far acquisire conoscenze e competenze;
  • Colmare eventuali lacune a causa di cambiamenti interni o esterni;
  • Creare piani di valorizzazione delle figure coinvolte.

Per non incorrere in errori nella programmazione della formazione, è importante seguire i seguenti step:

  1. Analisi dei bisogni;
  2. Progettazione ed erogazione dell’intervento formativo;
  3. Valutazione dei risultati ottenuti;
  4. Revisione del processo.

L’analisi dei bisogni L’analisi dei bisogni è il punto di partenza obbligatorio di un qualsiasi intervento formativo. Esa permette di ridurre il numero di errori e di risparmiare tempo e denaro.L’analisi dei bisogni deve essere un procedimento sistematico, basato sulla raccolta di informazioni strutturate e deve riuscire a coinvolgere tutti gli attori interessati. Sarebbe opportuno prendere in esame non solo i bisogni aziendali ma anche quelli individuali.
Il primo passo consiste nel fotografare la situazione attuale del progetto: mission, vision, obiettivi,  struttura organizzativa, dati sulle iniziative formative passate. Queste informazioni si possono ottenere attraverso strumenti come: questionari, interviste, focus group, documentazione aziendale, job description, ecc. Il secondo passo è redigere un documento nel quale sottolineare le aree di miglioramento individuate e gli interventi e gli strumenti da utilizzare per apportare cambiamenti all’organizzazione. Il gruppo di progetto deve decidere quale sia il modo migliore per risolvere i problemi individuati valutando costi e competenze.

La progettazione e realizzazione degli interventi formativi La progettazione degli interventi è la trasposizione delle attività proposte nel documento di analisi. In questa fase si pianificano gli obiettivi del processo formativo, i contenuti didattici, la tipologia di docenza e le tecniche da utilizzare, il tempo occorrente e i criteri di valutazione. Durante la realizzazione degli interventi formativi, assume un’importanza fondamentale il costante monitoraggio delle attività in corso, in modo tale da modificare eventualmente obiettivi ed interventi didattici che potrebbero rivelarsi inadeguati.

La valutazione dei risultati Per misurare l’efficacia dell’intervento formativo, è necessario valutare i risultati a distanza di tempo, per verificare se le conoscenze acquisite si sono trasformate in “azioni” sul luogo di lavoro.

La revisione del processo La valutazione diventa di conseguenza il punto di partenza dei successivi percorsi formativi. Purtroppo, l’unico controllo che immediatamente si possa pensare di effettuare è quello del questionario di valutazione del corso. Per rivedere il processo di formazione, invece, sarà poi indispensabile verificare l’efficacia degli interventi a distanza di tempo (3 o 6 mesi), per verificare che il cambiamento sperato sia effettivamente avvenuto. Se le conoscenze apprese durante il corso si sono trasformate in atteggiamenti lavorativi, se il clima aziendale è migliorato, la produttività e la soddisfazione dei clienti sono aumentate, vuol dire che la formazione ha ottenuto i risultati programmati. In caso contrario, sarà necessario rivalutare tutto il processo per capire dove sono stati fatti gli errori e come fare per porvi rimedio.

Quello che si intende importare nella cultura e nel metodo dell’aprendimento di bambini con disabilità si oppone fermamente alla concezione che considerava i comportamenti come riflessi, cioè come risposte innate del sistema nervoso a determinati stimoli. Secondo questa prospettiva, che assimila il comportamento umano a quello animale, l’apprendimento non sarebbe altro che un sistema di riflessi condizionati tra gli stimoli a scopo di adattamento. Il progetto intende affermare la scuola “storico-sociale” che pone al centro la dimensione specificamente umana dell’apprendimento e quindi della formazione. Il suo fondatore fu Vygotskij (1896-1934), autore di numerosi lavori scientifici e del famoso “Pensiero e linguaggio”, che per l’impostazione eterodossa rispetto alla cultura ufficiale sovietica, fu conosciuto in Occidente solo negli anni Cinquanta per opera dei suoi allievi. L’impostazione metodologica di Vygotskij è del tutto originale, emergendo dal confronto critico con le principali scuole a lui contemporanee. Per Vygotskij l’aspetto caratteristico dello sviluppo è costituito dalla socialità: il bambino cresce nell’interazione con gli altri, così come il linguaggio è immediatamente uno strumento di comunicazione con il mondo esterno. Al centro del suo studio vi è l’ambiente sociale come fattore di promozione dello sviluppo, per cui tutte le relazioni intersoggettive con gli adulti possiedono una forte valenza educativa in quanto sono comunque percorsi culturali senza i quali l’uomo non può acquisire le sue qualità e funzioni specifiche. Particolare attenzione viene dedicata al gioco. Già oggetto di rivalutazione da parte delle scuole attivistiche, egli, pur non ritenendolo l’attività prevalente del bambino, lo considera tuttavia una delle principali “aree di sviluppo potenziale” per il conseguimento di mete cognitive altrimenti impossibili. Infatti sono le tendenze irrealizzabili del bambino a promuovere il gioco nel quale contemporaneamente il pensiero e il linguaggio si staccano dalla realtà delle cose per promuovere e suscitare comprensioni e usi di significati e di sensi nuovi. Nel gioco il bambino fa ciò che desidera di più, in quanto il gioco è legato al piacere: operando in una situazione reale ma con un significato staccato, da un lato segue “la linea della minore resistenza”; ma dall’altro impara ad agire secondo la linea opposta perché, nello stesso tempo, nel gioco si sottomette alle regole e rinuncia a ciò che vuole. In definitiva il contributo più significativo di Vygotskij alla riflessione pedagogica sta nel dare unità e sistematicità al processo educativo producendolo e cogliendolo nella società, nella storia, nella cultura, ma anche nella coscienza della persona secondo un ‘organicità che comprende tutti gli aspetti (dimensione affettiva e sociale, pensiero e linguaggio, arte, gioco, lavoro, scienza) della vita.

CODICE FISCALE 92046470636

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